Il mio Cammino per Santiago di Compostela, Finisterre e Muxia in 26 tappe

Cammino di Santiago – Tappa 3 – da Arre a Puente la Reina – 25 luglio 2010

Questa volta la sveglia non era obbligata come il giorno precedente. Alcuni quindi si sono svegliati prima e altri dopo. Credo di essermi alzato verso le 6:15 e di essere partito verso le 7.

Victor era partito qualche minuto prima dopo aver eseguito una routine di Tai Chi nel giardino delle chiesa.

Subito dopo essere uscito dalla chiesa e fatto i primi passi sento di aver un fortissimo dolore sul collo del piede sinistro. Mi rendo subito conto di aver davvero esagerato il giorno primo facendo 38 km senza allenamento e mi fermo subito su una panchina. Probabilmente il terreno accidentato trovato nel giorno precedente, lo sfregamento delle scarpe sul collo del piede e il grande numero di km hanno provocato il problema. Ero davvero bloccato e non riuscivo a camminare. Fortunatamente ho pensato di cambiare scarpa mettendo i sandali chiusi credendo che magari, essendo conformati diversamente, non toccassero nello stesso punto delle scarpe da trekking e quindi non provocassero dolore. In effetti così è stato e sono riuscito a ripartire.

Consiglio quindi a tutti di portare sempre almeno 2 paia di scarpe diverse utilizzabili per camminare. Due paia diverse perché inevitabilmente durante il cammino la probabilità di aver dolore ai piedi è molto alta e il cambio delle scarpe può permettervi di andare avanti ugualmente. Questo consiglio mi ha aiutato più di una volta ad andare avanti.

Arrivato a Pamplona, dopo aver scattato qualche foto, stavo per sbagliare strada quando un gruppo di pellegrini mi avvisa e mi salva inutili chilometri aggiuntivi. Faccio conoscenza con il gruppo formato da una ragazza italiana di nome Rosa, 2 spagnoli e un austriaco. Con loro mi fermo a fare colazione al primo bar trovato aperto (succo di frutta e qualche brioche).

Rosa aveva fatto il cammino diverse volte, ma non lo aveva mai portato a termine. Mi ha detto che non se la sentiva di portarlo a termine perché le sembrava che così sarebbe finito tutto. Mi ha raccontato quindi che tutti gli anni iniziava il cammino e arrivava anche a poco più di 100 km da Santiago e poi si fermava.

Il sole era veramente molto forte e con l’austriaco mi sono fermato a mettermi la protezione solare. Gli altri sono andati avanti e li rincontreremo solo il pomeriggio all’arrivo al rifugio. Parlo parecchio con il ragazzo austriaco, un ragazzo grande e grosso che aveva fatto il soldato, parlava inglese e conosceva circa 5 parole in italiano. Arrivato al primo paese ci fermiamo alla fontana per fare il rifornimento d’acqua. Lui incontra due ragazze austriache e cominciano a parlare in una lingua che non conosco. Nel frattempo il parroco della chiesa del paese (spesso le fonti per i pellegrini si trovano vicino alle chiese) si ferma e ci chiede se andavamo a Santiago. Inizia così una discussione di qualche minuto e poi ci rimettiamo in marcia.

Comincia una fase di salita abbastanza spiccata che porta all’Alto de Perdon. L’austriaco si ferma a fare un picnic sotto il sole, mentre io continuo e arrivo in cima dove incontro un ragazzo francese che ha dormito nello stesso albergue ad Arre, Olivier. Ci fermiamo in cima a scattare foto e a prendere un panino. Lui mi raccontò di aver fatto un altro percorso che si unisce al cammino francese, un percorso leggermente più lungo. Conosceva abbastanza bene l’italiano perché aveva lavorato per un po’ in Italia.

Finito il panino io riparto mentre lui si ferma per una sigaretta. Comincia una fase di discesa molto impegnativa con molti sassi. Faccio diversi chilometri in solitudine fino ad Uterga dove mi fermo a far riposare i piedi.

Percorro l’ultima parte del tragitto con una coppia olandese, lei insegnate di yoga. Arrivati a Punte la Reina, loro cercano un hotel invece io proseguo verso il rifugio del pellegrino in cui sapevo andavano i pellegrini conosciuti la mattina. Al primo rifugio incontro Victor, lo saluto e proseguo verso il secondo che però nessuno conosceva. C’era inoltre una festa nel paese e tutti erano vestiti di bianco e rosso e c’erano anche dei carri tipo carnevale.

Dopo aver chiesto informazioni diverse volte e aver girato tutto il paese arrivo a un ponte chiuso per la festa  (lo avrebbero usato per sparare i fuochi di artificio) e fortunatamente trovo una persona che mi indica correttamente la via.

Arrivo al Santiago Apostol e trovo Rosa e l’altro ragazzo spagnolo della mattina. Erano solo le 14:30 quindi ne approfittiamo per prendere un bel menù del pellegrino e per fare un bagno in piscina, rara da trovare nei rifugi quindi abbiamo voluto approfittarne. L’acqua era freddissima, ma il bagno ha fatto piacere ugualmente.

Pian piano arrivano altri pellegrini, tra cui i due olandesi dell’ultimo tratto che non avevano trovato hotel liberi a causa della festa. Fantastica cena insieme agli altri pellegrini dove conosco un gruppo di francesi che tuttavia sarebbero tornati a casa il giorno successivo. Lascio Rosa, l’austriaco e gli spagnoli alle loro birre e continua la discussione con i due olandesi e con due italiani, Luciano e Domenico. Domenico aveva qualche problema alle ginocchia mentre Luciano ha raccontato di essere al secondo cammino, il cammino del ringraziamento. Andiamo a dormire verso le 22:30, ma veniamo svegliati dai fuochi delle 23.

Caratteristiche del percorso

Distanza
24,4 km
Dislivello positivo
579 m
Dislivello negativo
547 m
Quota minima
405 m
Quota massima
771 m
Tempo totale
6h 27′ 16″
Tempo in movimento
5h 07′ 33″
Tempo in sosta
1h 18′ 43″
Ora di partenza
6.49
Ora di arrivo
13.16

Altimetria

Altimetria da Arre a Puente la Reina

Foto

 

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